Nowak Aniela, Rosjska Leo Kadia, Borowska Zafia, Bodomska Maria, Ezerwiec Anna, Fryc Tan…
NOI TUTTI VI RICORDIAMO.
La prima sensazione che abbiamo avuto nel campo è il freddo: penetrante, pungente, ti entra nelle ossa. Ed è questa la prima sensazione che rimanda a loro.
Giacca, maglione, calzini, cappello, sciarpa, guanti…nessuno di questi indumenti apparteneva a loro: spontanea nasce la vergogna per i nostri lamenti.
Un freddo che non ci abbandona mai, nemmeno nei blocchi, un freddo diverso, che rabbrividisce l’anima.
Arrivati a Birkenau non si può fare altro che tacere, sembra quasi che l’enorme spazio che hai davanti ti ammutolisca. Solitudine, disperazione, angoscia: sono questi i sentimenti che scaturiscono questa enormità e questo silenzio. Eppure anche qui riesci a notare un lampo di vita che sembra voler urlare al mondo di non dimenticare. La stessa vita emanata dalle foto dei prigionieri prima della loro deportazine. Occhi sereni, felici che si tramutano in uno sguardo vuoto e assente dopo che la loro identità gli era stata strappata.
Senti molte parole, molti numeri e non sai seriesci a percepirli realmente. Ti senti estraniata quasi in un altro mondo e ti chiedi come tutto questo sia stato possibile.
Come possono essere gli uomini così crudeli ed indifferenti? Come si può promuovere il male per sottolineare il diverso?
“Despite everything I still believe
that men are
good at heart”
Anna Frank
Rosanna e Paola