Il Giorno della Memoria

Sto cercando qualcosa che non trovo, è dentro la mia stanza e lo so, pretende di essere scoperto ma è disperso in qualche luogo segreto. Rovisto, sposto e scavo tra il disordine cronico dove accatasto ogni cosa. Tintinnano barattoli, si aprono scatole, svolazzano cartoline e fogliacci. Il mal di risacca avvolge ogni cosa. Non riuscirò mai a ricordare dov’è. Gia ora comincio a scordarmi cos’è, tanto è che non lo vedo! Eppure dev’esserci un indizio, una piccola traccia sul pavimento, minuscola, che mi porti là, qualcosa sarà pur rimasto! Anche se, tra mille cianfrusaglie, lo troverò. Così rovisto ancora con la pretesa di ricordare il passato, imbattendomi in qualcosa di molto simile, seppur con sfumature leggermente diverse; dietro carta straccia di giornale e lo schermo del televisore, frugando bene scovo il presente. Ecco la prima prova del passato, esclamo guardando attraverso una lente non tanto piccola da non permettere a qualcun altro a me attorno di vederne attraverso. A qualche metro si stavano infatti sparando addosso piccoli soldatini di plastica, e stava succedendo proprio in quel momento, non era ancora passato, davanti ai miei occhi deflagravano minuscoli proiettili in gomma e grafite e si riempivano trincee di pastelli d’ogni colore, appuntiti dall’apposita squadra temperamatite. Incuriosito rimango a osservare. Dopo un poco, tra sbraiti e strepitii di fucili, ecco i soldatini gialli prevalere su quelli verdi, e con un’azione strategica magistrale assaltarli oltre il cavo scart catturandoli. Che noia, penso, gingillandomi con un vecchio dizionario dei film in mano, mentre i soldatini gialli impacchettano quelli verdi spedendoli a Giallonia per la raffinazione. Alla fine ero tremendamente stufo, uno spettacolo gia visto, parso così nuovo al principio. Mi era sembrata quasi..una Nuova Guerra..ma che c’è di nuovo nella guerra? Le armi? Il modo di uccidere un uomo? Gli scopi? Controllo sul dizionario e scopro così tanti film a proposito da farmi girare la testa, fino al punto in cui i pensieri confusi prendono ordine. Ecco, questo è un buon indizio per la ricerca, la guerra presente, il presente! Inizialmente intraprendo la pista errata: se adesso c’è guerra, sarà sicuramente perché è la prima: come ci si può scottare due volte allo stesso fuoco? Mi contraddice il dizionario: c’è chi ha memoria debole e chi finge di non avere memoria, e di scusa in scusa preme il pulsante “aprire il fuoco” tra lo stupore degli altri. L’indizio è vicino, la soluzione è vicina! Ecco perché voglio trovare il disperso. Esso è la chiave per capire ciò che mi circonda. Attraverso quel dizionario, ho scoperto tanto presente quanto passato, e sovrapponendoli alla finestra li trovo fin troppo simili purtroppo, nei loro contorni spessi orrore e sottili guadagno. Ho trovato il presente, ricordando il passato. Posso renderlo migliore di quello che è, come a conoscenza di un vecchio futuro. Come posso generare altra guerra, sapendo cosa significhi questo nome?

Luca Porcelluzzi

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