PrestarVisi alla storia perché non si ripeta, almeno nella parte del più infame cannibalismo.

Il treno è partito pieno di buone intenzioni. Tanti propositi sono sen’altro presenti nelle centinaia di giovani che lo riempiono, che si confronteranno sul terreno della tragedia e delle emozioni che essa suscita(lo spero)quando i loro piedi calpesteranno quella terra intrisa di sangue e sudore, dove anche l’aria che si respira sa di morte. Ma, un dubbio sempre mi assale: là, nel momento del pianto e dell’esecrazione, potrà nascere la speranza per l’avvenire che ciò che “è stato non sarà”? O il sacrificio di milioni di esseri umani sarà stato ancora una volta inutile, disperso come le ceneri?
Sia sì o sia no la risposta è purtroppo “nel vento”, nel difficile cammino della consapevolezza e della coscienza di ognuno che si conquista nello sforzo quotidiano di crescere conoscenza e confronto, partecipando al comune destino.
Dirò di più: perché qualcosa cambi, perché non si ripeta bisogna che un sistema mondo cambi, una classe politica cambi, uno stile di vita cambi. Che il dolore degli altri – vicino o lontano – si faccia proprio, provochi ferite, lacerazioni nella carne a tal punto che quando altre offese saranno possibili e altro sangue si spargerà, l’uomo insorgerà.
antonio

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