Rassegna stampa: il Memobus
mercoledì, gennaio 27th, 2010
da L’Adige, 27 gennaio 2010, pag. 32

da L’Adige, 27 gennaio 2010, pag. 32
Io, Arianna, ci sono!

NEI GHETTI D’ITALIA QUESTO NON E’ UN UOMO
Adriano Sofri
Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra – “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.
Da La Repubblica, 11 gennaio 2010
ho partecipato a questa formazione con la curiosità di un bambino…e sono stata travolta da un oceano di emozioni…di tutti i tipi…e sono uscita diversa…migliore…con una strana sensazione…come dire…piena di amore per la vita…e spero di riuscire a creare…anche se solo nel mio piccolo…un mondo migliore di quello che hanno vissuto nel passato…
« Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. »
(Elie Wiesel, tratto da La notte. Wiesel fu rinchiuso ad Auschwitz all’età di 15 anni)
Trento ricorda è un progetto che fa rivivere la città di Trento e la sua storia nei luoghi che furono teatro dei tragici avvenimenti della seconda guerra mondiale attraverso uno spettacolo teatrale itinerante. Il pubblico è inviatato ad un viaggio spazio – temporale a bordo del Memobus, l’autobus della memeoria. Il Memobus partirà dalla stazione dei treni nei pomeriggi di venerdì 22, martedì 26 e sabato 30 gennaio 2010. Le tappe della memoria cittadina saranno:
Le piece teatrali saranno interpretate da giovanissimi attori mentre il testo è stato scritto sulla base di documenti storici.
ciao a tutti cari colleghi reporter!!
dopo l’incontro di mercoledì 13 gennaio 2010 mi è venuta un’idea per poter far conoscere ancora di più il nostro progetto.
Oltre al blog e al video ho pensato,se vi va,che sarebbe carino creare un’opuscolo,anche di poche pagine, da poter lasciare nelle varie classi superiori e non solo.
In questo mini opuscolo si potrebbero raccontare i vari incontri precedenti alla partenza, le nostre ansie e aspettative ,il viaggio(descrivendo le tappe e le sensazioni provate) e il nostro ritorno alla normalità raccontando cosa ci siamo portati indietro da questa esperienza .
Parto con la speranza di riuscire a trasmettere, attraverso la fotografia, sensazioni, gli odori dell’aria e le voci del vento. (tratto da “fotografare significa…” riunione reporter del 13.01.2010)
Benvenuti al blog “In viaggio con la memoria”! in questo blog i ragazzi che viaggeranno sul treno della memoria posteranno le loro impressioni ed esperienze!