I viaggi che cambiano la vita…

16 feb 2012 by susannacaldonazzi

Vi dedico questa foto che ho fatto a Birkenau..

Sono i viaggi che cambiano la vita..
Un grazie di cuore a voi, che avete reso possibile tutto questo.
Che avete contribuito al mio cambiamento, e alla mia crescita, oggi come allora nel 2010…

Il nostro Treno della Memoria inizia oggi, di nuovo insieme.

Eleonora Mocellin

Mai più…

16 feb 2012 by susannacaldonazzi

Tutti hanno l’opportunità di leggere un libro sui campi di concentramento ma noi abbiamo avuto la meravigliosa e spaventosa opportunità di vedere con i nostri occhi, di camminare con i nostri piedi, di congiungere le nostre lacrime con quelle dei poveri padri, madri, anziani e bambini, privati della propria vita e rinchiusi in un inferno. Quello che abbiamo avuto l’opportunità di vedere noi, non deve riaccadere mai più, non a un singolo umano!

Arianna

Non voglio scendere da questo Treno (da www.larotaliana.it)

10 feb 2012 by susannacaldonazzi

Quest’anno la mia esperienza sul Treno della Memoria è stata diversa, lo è ogni anno, ma forse questa volta più intensa delle altre. L’essere co-educatore di un gruppo, quello di Lavis/Zambana, al fianco del buon Andrea Casna, con cui abbiamo creato un feeling davvero invidiabile, mi ha saputo regalare un’esperienza totalmente nuova rispetto alle volte precedenti, facendomi immergere in un gruppo, a contatto stretto coi ragazzi, con le loro emozioni e con le loro curiosità.

Come ogni anno sono partito carico di aspettative, speranze e fiducia. Ho viaggiato sui binari della conoscenza, dei rapporti umani, della fiducia tra le persone, della consapevolezza che è nei giovani che si deve riporre la fiducia e la speranza di un intero Paese. Sui binari dove si è fatta sentire una voce che parla di memoria e di impegno. Sui binari dove ogni anno forse troppo tacitamente passa una rivoluzione culturale che farebbe molto meglio, se solo venisse ascoltato e sostenuta, di qualsiasi altro cambiamento imposto dall’alto. E soprattutto sono tornato con la convinzione che è nei giovani la soluzione verso il futuro e che nel dialogo e l’ascolto reciproco ci possano essere i presupposti per cambiare una mentalità, un modo di vivere la vita sociale e la capacità di riconquistare una morale, carburante di una generazione genuina, attraverso quei valori comuni che troppo spesso sono offuscati dal vivere oltre i limiti.

Sono stato a Cracovia col Treno della Memoria e su quei binari ho visto ragazzi piangere, emozionarsi, riflettere e dialogare. Ho visto l’Italia più vera e l’uomo più forte. L’uomo che nel silenzio e nel gelo si pone le domande a cui una risposta sembra non esserci, ma che vuole trovare, che si deve dare. Ho visto visi sfatti e congelati domandarsi come mai. Ho visto mani librarsi in aria seguendo il ritmo di un discorso che parla di attualità. Ho sentito voci alte e posizioni opposte danzare in un turbinio di emozioni. Ho sentito i brividi pervadermi tutto il corpo vedendo come un mosaico di pensieri andava a crearsi con le sensazioni più profonde e nascoste di ogni singolo partecipante.

E poi ho visto Krakow. Una città appesa al tempo, gelata nella sua voglia di crescere. Un’eterna fanciulla che cambia col passare del tempo, anche se è il tempo che sembra non esistere tra quelle mura. Ho visto una città pronta a mostrare quella cicatrice e che nel farlo ormai sa sorridere, perché vive nel futuro, in cui è proiettata e in cui tira un’aria di nuovo. Non vuole dimenticare, ma vuole andare avanti. Tra i suoi palazzi e i suoi giovani determinati a portare quella città nel domani.

Il Treno della Memoria è tutto questo. E’ la certezza che lavorare tutti per il bene comune può portare a tutti benefici. Cambiare la mentalità individualista a cui ci hanno abituato governi non scelti da noi è la soluzione unica con cui possiamo cambiare il corso degli eventi. Partire dal Treno e scendere con la voglia di vivere nell’oggi le lezioni che abbiamo appreso dal passato, vedere la convinzione e la determinazione con cui tornano i ragazzi, sentire dentro noi quel mutamento è parte integrante di questo percorso. Assistere a questa trasformazione, a questa presa di coscienza è superlativo. E riacquistare quella coscienza critica di cui tanto abbiamo parlato su quei binari è forse la soluzione, il vaccino a questo male di vivere, a questa sofferenza a cui ci vogliono costringere.

Il Treno della Memoria è la più concreta certezza che si può imparare dal passato, per provare a cambiare il futuro. E una volta scesi da quel Treno la possibilità nei più diventa impegno e si capisce che si deve imparare dal passato, perché dobbiamo cambiare il futuro. Questo impegno è il dono più bello che questo progetto regala a ogni persona. Vedere che questa voglia è nella maggior parte dei giovani, che c’è ancora chi vuole battersi per non rimanere indifferente davanti al progredire della storia, ma anzi che di quella storia vuole esserne protagonista con un’intera generazione è la cosa più bella a cui si possa assistere. E’ il regalo più grande a questo Paese, è la conquista più importante che le generazioni possono fare. L’impegno verso un domani che vogliamo dipinto con i colori che abbiamo scelto di usare, quelli della memoria storica, del rispetto tra le persone e di una mentalità che incentivi il vivere comune. Di un domani sempre più nostro, di chi non vuole scendere da quel treno.

Filippo Bonadiman

pubblicato su www.larotaliana.it

Treno della memoria 2012. Terzo articolo

4 feb 2012 by sanbaradio

Due le giornate impegnative del percorso, sia dal punto di vista fisico che emozionale, quella della visita al Ghetto di Cracovia e quella nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. La visita al Ghetto inizia con una conferenza all’interno della fabbrica di Schindler per poi proseguire a piedi accompagnati dal racconto di due ragazze vissute in quegli anni all’interno del Ghetto, Halina e Stella. Durante il tragitto tre i momenti simbolici: la fermata al muro, che circonda il territorio del ghetto, a forma di tomba ebraica; poi lo spettacolo degli attori e infine la fermata nella Piazza degli Eroi del Ghetto dove si trova la “Farmacia sotto l’Aquila”. Nonostante questa sia stata un’esperienza toccante è niente messa a confronto con quella della visita ai campi. Non esistono parole in grado di esprimere la vastità dell’orrore di quelle zone, zone di morte e sofferenza che ti fanno gelare dall’interno. Prima ad Auschwitz dove si visitano le baracche e dove il tempo sembra quasi fermarsi in quel silenzio innaturale e immutabile, circondati solo da freddo e orrore. Qui i ragazzi si fermano davanti a una serie di fotografie dei deportati e scegliendo una persona nella quale immedesimarsi durante la visita a Birkenau. Birkenau, che tradotto significa “Paese delle betulle”, sembra quasi un nome da favola, invece una volta varcata l’entrata si trasforma in un’immagine macabra, distorta e disumana dell’uomo. Il pomeriggio è ancora più pesante, non si riesce nemmeno a vedere la fine del campo e il freddo diventa sempre più pungente. Si vedono i forni, le camere a gas e infine il luogo della commemorazione, dove ci fermiamo anche noi a dare un saluto alle vittime di quell’orrore. Dopo aver lasciato le nostre impronte digitali e una candela sulle rotaie della morte ci dirigiamo ai pullman. La visita è conclusa, ma dentro ognuno di noi si è aperto qualcosa, qualcosa di profondo che dobbiamo aver il coraggio di scoprire anche se fa male, perché non bisogna solo fermarsi a guardare e diventare consapevoli, bisogna agire.

Alessia

Treno della memoria 2012 Vaggiare signfica…

29 gen 2012 by sanbaradio

Viaggio significa avventura, sapersi adattare e cogliere ogni attimo per poi poter portare a casa la più grande varietà di ricordi possibili. Una delle prime cose che saltano alla mente quando ci si prepara a partire sono i bagagli e come trascorre il tempo che ci separa dalla nostra destinazione. Ecco allora che ci si ritrova su un treno carico di ragazzi pieni di vita che danno inizio ai più diversi divertimenti per passare le interminabili ore. C’è chi suona; chi canta; chi legge; chi gioca a carte; chi dorme; chi va su e giù per il treno ballando e chi semplicemente chiacchiera con i propri amici. Guardando fuori dai finestrini vedi i paesaggi e le luci che cambiano mentre all’interno dei corridoi si vedono sguardi attenti, curiosi e divertiti. Ci si accorge allora che ci vuole uno spirito sereno e leggero per poter partire alla volta di un viaggio così intenso e carico di emozioni, come è quello del Treno della Memoria, per non essere sopraffatti dalla sofferenza e dalla profondità delle riflessioni che verranno affrontate in seguito. In un attimo 24 ore sono passate e ormai si vede nitidamente il cartello della stazione “Krakow Plaszow”. Siamo giunti a destinazione, ci dividiamo negli ostelli e ci rilassiamo per poter tornare carichi ad affrontare il resto.

Alessia – Gruppo Reporter

Il Giorno della Memoria

7 feb 2011 by susannacaldonazzi

Sto cercando qualcosa che non trovo, è dentro la mia stanza e lo so, pretende di essere scoperto ma è disperso in qualche luogo segreto. Rovisto, sposto e scavo tra il disordine cronico dove accatasto ogni cosa. Tintinnano barattoli, si aprono scatole, svolazzano cartoline e fogliacci. Il mal di risacca avvolge ogni cosa. Non riuscirò mai a ricordare dov’è. Gia ora comincio a scordarmi cos’è, tanto è che non lo vedo! Eppure dev’esserci un indizio, una piccola traccia sul pavimento, minuscola, che mi porti là, qualcosa sarà pur rimasto! Anche se, tra mille cianfrusaglie, lo troverò. Così rovisto ancora con la pretesa di ricordare il passato, imbattendomi in qualcosa di molto simile, seppur con sfumature leggermente diverse; dietro carta straccia di giornale e lo schermo del televisore, frugando bene scovo il presente. Ecco la prima prova del passato, esclamo guardando attraverso una lente non tanto piccola da non permettere a qualcun altro a me attorno di vederne attraverso. A qualche metro si stavano infatti sparando addosso piccoli soldatini di plastica, e stava succedendo proprio in quel momento, non era ancora passato, davanti ai miei occhi deflagravano minuscoli proiettili in gomma e grafite e si riempivano trincee di pastelli d’ogni colore, appuntiti dall’apposita squadra temperamatite. Incuriosito rimango a osservare. Dopo un poco, tra sbraiti e strepitii di fucili, ecco i soldatini gialli prevalere su quelli verdi, e con un’azione strategica magistrale assaltarli oltre il cavo scart catturandoli. Che noia, penso, gingillandomi con un vecchio dizionario dei film in mano, mentre i soldatini gialli impacchettano quelli verdi spedendoli a Giallonia per la raffinazione. Alla fine ero tremendamente stufo, uno spettacolo gia visto, parso così nuovo al principio. Mi era sembrata quasi..una Nuova Guerra..ma che c’è di nuovo nella guerra? Le armi? Il modo di uccidere un uomo? Gli scopi? Controllo sul dizionario e scopro così tanti film a proposito da farmi girare la testa, fino al punto in cui i pensieri confusi prendono ordine. Ecco, questo è un buon indizio per la ricerca, la guerra presente, il presente! Inizialmente intraprendo la pista errata: se adesso c’è guerra, sarà sicuramente perché è la prima: come ci si può scottare due volte allo stesso fuoco? Mi contraddice il dizionario: c’è chi ha memoria debole e chi finge di non avere memoria, e di scusa in scusa preme il pulsante “aprire il fuoco” tra lo stupore degli altri. L’indizio è vicino, la soluzione è vicina! Ecco perché voglio trovare il disperso. Esso è la chiave per capire ciò che mi circonda. Attraverso quel dizionario, ho scoperto tanto presente quanto passato, e sovrapponendoli alla finestra li trovo fin troppo simili purtroppo, nei loro contorni spessi orrore e sottili guadagno. Ho trovato il presente, ricordando il passato. Posso renderlo migliore di quello che è, come a conoscenza di un vecchio futuro. Come posso generare altra guerra, sapendo cosa significhi questo nome?

Luca Porcelluzzi

Pensieri dai campi di Auschwitz Birkenau…

7 feb 2011 by susannacaldonazzi

Der Tag in der Konzentrationslager war beeindruckend. Ich hatte diesen Tag mit gemischten Gefühlen gewartet. Es gab Momente in denen ich neue Fassungslosigkeit im Traurigkeit in mir fühlte, das werde ich mich vergessen und die Bilder werden noch langer in meinem Kopf bleiben.

-Marion  Valentin

Der Tag heute in Konzentrationslager war für mich eine neue Erfahrung, sehr lehreich und beeindruckend. Meine Kentnisse über die KZ’s konnte ich erweitern, Altes wurde bestätigt. Die Erfahrungen welche ich heute gemacht habe, werden mir noch lange in Erinnerung bleiben.

-Lisa Mitterrigger

E’ difficile esprimere a parole i sentimenti che si provano vedendo le cose di questi giorni. Finora le avevo lette o viste solo sui libri, ma solo vedendole dal vero si può realmente capire e comprendere.

-Matthias Kirchler

Diesen Tag in Auschwitz-Birkenau werde ich sicher nie vergessen und er wird mich noch lange beschäftigen. Warum können Menschen anderen, gleichwertigen Personen solch ein Leid zufügen? Eine Antwort werde auf diese Frage wohl nie finden…

-Marion Egger

Diesen Tag habe ich mit gemischten Gefühlen begonnen. Ich habe viel Neues gesehen und erfahren. Alles was ich gesehen habe, hat mich beeindruckt und in mir verschiedene Gefühle ausgelöst. Ich werde mich nicht diese Gedanken noch lange auseinandersetzen.

-Elisa Spechtenhauser

Hanna Minska: ein Name der mich ein Leben lang begleiten wird.

Momentan sind meine Gedanken noch zu konfus, aber irgendetwas hat sich verändert.

-Hanna Vettori

Wie kann ein Ort nur so schön sein und gleichzeitig so viel Leid enthatten?

-Alma Moroder

Ich weiß nicht was ich sagen soll. Am liebsten würde ich schreien und weinen zu gleich. Eine Frage wiederholt sich in meinem Kopf: Wozu?

-Natia

Un imponente doppio filo spinato, spazi immensi e il grande problema di non riuscire ad immaginare la situazione se non in piccoli ambiti. Tante, troppe scarpe da bambino, una ciocca di capelli biondi in mezzo a migliaia di altre ciocche più scure. Un grosso cancello di ferro dal quale la dignità non ha mai avuto il permesso di entrare.

Rotondi occhiali intercciati fra loro ceh una volta si appoggiavano su un volto, come il nostro. Anche il sole che diventa sempre più rosso nel cielo sereno sembra in contrasto con ciò che illumina.

-Francesca A.

Visita al ghetto

30 gen 2011 by sanbaradio

Oggi è stato il giorno della visita del ghetto di Cracovia,un piccolo quartiere che durante la Seconda Guerra Mondiale, con il suo muro, rinchiudeva più di 17000 ebrei, costretti a vivere in un mondo parallelo senza vie d’uscita. Di tutti loro, alla fine della guerra, non sarebbe rimasto altro che le fredde mura delle case svuotate.
Queste persone vennero addirittura private delle sedie: la più banale e scontata comodità di cui ognuno di noi usufruisce quotidianamente. Quelle stesse sedie, che durante gli sgomberi nazisti venivano gettate con brutale freddezza dalle finestre, oggi stanno a testimoniare nella Piazza principale del ghetto questa cruda verità.
Da quella stessa Piazza Tadeusz Pankiewicz, considerato “ariano”, non volle spostare la sua farmacia restando l’unico “non ebreo” all’interno del ghetto.
Una scelta non facile, che rappresenta quella forza di volontà di chi non accetta di omologarsi.

“Carrozza 8 Cuccetta 4″

28 gen 2011 by susannacaldonazzi

28/01/2011 ore 10.20

Tutta la marea di gente a Trento è stata un’esperienza nuovissima per noi della bassa Valsugana…sembrava di essere in una metropoli…l’incontro a Trento è stato interessante poiché ha incrementato ancora di più le nostre idee su quello che è accaduto tra il 1939 ed il 1935 e ciò che ci avrebbe aspettato. L’incontro formativo nelle nostre cuccette riguardante la propaganda ci ha aperto ancora di più gli occhi su quanto avesse influito questa sugli studenti…ed è per questo che con questa esperienza speriamo che la nostra mente non venga strumentalizzata e che questo episodio di omicidi non si ripeta in futuro…

P.S : Ieri sera è stata veramente una serata di condivisione, conoscenza, solidarietà ed allegria pura.

“Carrozza 8 Cuccetta 4”

Pikkola Peste, Brunella, Martina, Tota e Pen

Cosa Ricorderà La Vita

28 gen 2011 by susannacaldonazzi

Siamo a milioni qui, in questo vento gelido, accompagnati da un grande silenzio. Stiamo a guardare ciò che è rimasto degli altri e di noi..solo fumo e cenere.

Ad Auschwitz morti all’età di un uomo adulto, morti all’età di un bambino; un bambino che scuote le suo fragili ali per pulirle dalla cenere del cammino. Ci chiediamo quando la razza umana imparerà a sognare, ci chiediamo quando l’uomo imparerà a vivere. Chiediamo all’uomo di vivere senza le armi e chiediamo all’uomo di imparare a fare l’uomo.

Qui tra il gelido inverno, qui tra la neve, che cade lenta e delicata stiamo a guardare il fumo che sale, accompagnato da creature fragili e trasparenti che non si possono toccare, che non si possono vedere ma che si possono sentire. Tra le nostre ali c’è solo freddo e finalmente libertà, ma continuiamo ancora a chiederci cosa resterà di noi e del nostro silenzio.

Il ricordo è silenzio, il ricordo è lacrima, il ricordo siamo noi, il ricordo è vita.

Desi